Il primo racconto:

N essuno è totalmente privo di vanità.
Perfino il più disinteressato di noi ama mostrarsi al mondo nella sua unicità. Lo sanno bene gli altri artigiani dell’apparire che con la vanità umana lavorano quotidianamente.
Tra le loro mani i tessuti si uniscono con precisione, le suole aderiscono solide, e le proporzioni vengono diligentemente ricostruite . E’ un lavoro misterioso quello del sarto, tra rigore ed estro, meticolosità e imperfezione.
Tailor Tale nasce per raccontare i segreti degli artigiani, le loro botteghe, il loro stile, i loro vizi, le loro ambizioni. Entreremo negli scantinati, negli ammezzati, nei laboratori e nelle boutique per mostrarvi le verità della sartoria maschile e di tutto ciò che oggi ruota intorno ad essa.

Non sarà semplice visto che il sarto è di necessità un bugiardo. In fondo, il suo compito è saziare la vanità di chi lo interpella, vestendoci non per quel che siamo ma per quel tanto che vorremmo essere.
Benvenuti. Iniziamo.

Il maestro Francesco Lingria e le sue aiutanti. La sartoria Lingria si trova a Reggio Calabria, nel cuore della città. E’ una bottega umile, accogliente e vitale, come il suo proprietario.

Classe 1944, il maestro ha iniziato “quando aveva i pantaloni corti”, all’età di 11 anni. La sua prima mansione era accendere il ferro da stiro. Poi l’amicizia con Gianni Versace durante il lavoro da dipendente. Solo nel 1969, dopo anni di sacrifici che “Maestru Francesco” (come viene chiamato dai suoi clienti), riesce ad aprire la sua personale bottega. Parlandoci ci colpiscono subito le sue mani “Porto sempre un ditale e un ago in tasca. Li ho portati con me anche in viaggio di nozze”.

Le mani del Sarto Lingria
Le mani del Sarto Lingria


Porto sempre un ditale ed un ago in tasca. Li ho portati con me anche in viaggio di Nozze

Francesco Lingria

La preparazione del Vestito.

Per prima cosa il maestro ci spiega la scelta del tessuto. Utilizza quasi esclusivamente tessuti Ermenegildo Zegna, a suo dire i migliori da lavorare. L’ordine non è il suo forte ma la scelta è ben assortita. Poi si passa alla presa delle misure che effettua lui personalmente. Infine si inizia con la lavorazione: quasi 60 ore per un abito completo, che si traducono in venti giorni per la prima prova e altri sette per la seconda.
La sartoria Lingria si compone di altre 3 sarte. Due aiutano il maestro durante la lavorazione delle giacche, una si dedica esclusivamente alla cucitura dei pantaloni.

Se dovessimo indicare l’aspetto stilistico che più ci ha colpito del maestro diremmo sicuramente l’adattabilità perché “è il cliente a scegliere se vuole una spalla riccia alla napoletana”. Il taglio di alcune giacche è sorprendentemente moderno, dalle linee arrotondate dei revers al taschino posizionato in modo da non risultare nascosto nemmeno dalla lancia inglese più accentuata. Una costante sono sicuramente gli abiti due o tre bottoni con revers mai sotto i 9 cm e pantaloni con una pence e risvolto da 3,5 cm.

I clienti del maestro sono in gran parte professionisti, politici e persone di spicco  della città, tra questi ce n’è stato uno di cui non ha un bel ricordo: “Era un abito per un matrimonio e lui era il testimone di nozze. La consegna era prevista per venerdì, il giorno prima del matrimonio. Volevo far provare l’abito per la terza volta, sai, per fare degli ultimi ritocchi, ma lui si è presentato alle 2 di notte di sabato, ha ritirato il vestito ed è andato via. Che cosa devo pensare? Che non dai valore a questo lavoro. Che non comprendi quello che facciamo. Puoi essere chiunque ma qui dentro sei un cliente come tutti gli altri”.

La giacca